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martedì 25 marzo 2008

Multiculturalismo al nido


Ogni anno al nido entro in contatto con bambini stranieri. Il rapporto tra noi insegnanti e loro ma anche tra coetanei, nonostante gli sforzi, continua ad essere asimmetrico. Questi bambini crescono in contesti più o meno diversi da quelli italiani, con idee, usanze, culture e linguaggi diversi. Per noi educatori è difficile riconoscere ed accettare alcuni comportamenti, sia del bambino che dei genitori, perché sono molto diversi dai nostri. I bambini di altri paesi hanno dei codici diversi dai nostri che potrebbero essere scambiati per assenza di regole. L'educatore deve necessariamente superare la propria visione limitata ed egocentrica ed aprirsi ad una comprensione basata sul rispetto della diversità. Fondamentale il coinvolgimento dei genitori per fornire continuità gestuale e ambientale al bambino che vive secondo canoni culturali, religiosi ed educativi diversi dai nostri. Risulta molto importante tenere conto degli usi alimentari (la religione vieta alcune pietanze), delle usanze, religiose e non, ma soprattutto stare attenti ai divieti. Secondo me è utile imparare a dire bene il nome del bambino e magari anche alcune parole chiave nella sua lingua. Dobbiamo tener conto quando cantiamo e raccontiamo storie anche delle loro tradizioni (io ad esempio ho insegnato l'inno d'Italia, nel periodo in cui la bambina straniera era assente, adesso vorrei imparare anche il suo inno per cantarli entrambi, ma è molto difficile). Oggi il mondo è globalizzato ed anche l'educazione deve mettersi in pari con i tempi a partire proprio dall'inizio cioè dal nido.

8 commenti:

Ki@rina ha detto...

Hai ragione in quello che dici!
E' giusto dare importanza a queste cose che forse a volte vengono sottovalutate...per questo ammiro il vostro il lavoro che è un tramite tra il mondo dei bambini e quello degli adulti....importantissimo!

Nina ha detto...

Bella esperienza e bel lavoro, non so se in tutte le scuole si faccia un lavoro simile ma andrebbe fatto sperando che ci siano ovunque persone sensibili in grado di avere accorgimenti culturali come te! :)

LaStefy ha detto...

Oggi, nella scuola e dunque anche nei nidi, negli asili, ci sono tantissime nuove questioni che richiedono pazienza, serietà, impegno per essere affrontate nel migliore dei modi. Questioni che, a seconda di come vengono affrontate, possono essere scogli insormontabili o risorse preziosissime. Mi pare che il tuo sia l'atteggiamento più costruttivo: critico, consapevole, senza illusioni...e partire dal NOME non è una "stupidata": è un ottimo, umile inizio! Buon lavoro! :-)

AndreA ha detto...

Eccomi!!!

Passo per un saluto veloce e per ringraziarti ancora del passaggio da me... :-)

Tornerò presto e con più calma...!!

Ciaoooooo ;-)

Federica ha detto...

Negli ultimi anni mi son trovata spesso a interagire con bimbi stranieri, ma soprattutto delle elementari e medie.
Trovarsi a lavorare con bimbi così piccoli credo presupponga una capacità di osservazione ancora maggiore, visto che non penso che si possa scoprire molto ponendo domande.
Come Caritas quest'anno abbiamo organizzato un laboratorio teatrale con i bimbi del doposcuola che son tutti stranieri e abbiamo coinvolto anche bimbi italiani. sta uscendo un ben lavoro e il 18 aprile "si debutta"!
speriamo bene!!

lindöz ha detto...

So bene che vuoi dire... ho dei cugini del Kuwait e ogni volta che li vedo/li sento sento sempre un baratro formato da tradizioni e quant'altro tra noi.

Teddymorsicchio ha detto...

Interagire con i bimbi è già di per sè una cosa stupenda..io trovo che questi progetti multiculturali abbiano un grande valore perché chissà che un giorno saranno proprio questi bimbi a cancellare tante discriminazioni idiote che purtroppo popolano ancora il mondo.Complimenti per questo impegno

Carmine Volpe ha detto...

sono senza parole per la sensibiltà e l'impegno che stai manifestando e per il modo in cui cerchi di comunicare con loro, complimenti