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sabato 8 marzo 2008

8 MARZO


"Cosa significa oggi, nel 2008 essere donna?" Domanda banale, forse. Eppure è sempre difficoltoso dare una risposta univoca, senza far nascere una discussione ampia e controversa. Essere donna nel 2008 per me significa sentire, da sempre, il mio babbo che dice “Speravo di avere un figlio maschio”, ma poi essere appoggiata e sostenuta in ogni mia scelta ed aiutata nel mio cammino e capire dal suo sguardo che è comunque orgoglioso di me e della donna che sono diventata.

In altre situazioni però essere donna è molto più difficile. C’è, tra di noi, chi è costretta a sparire dietro un velo per meritare rispetto. E chi invece è convinta che, per ottenere attenzione sia necessario mostrare il proprio corpo semi-nudo. Ci sono donne costrette a rinunciare alla carriera perché certi posti sono più adatti agli uomini o perché il ruolo di mamma spesso diventa ( a causa della nostra società ) inconciliabile con quello di lavoratrice.

Io mi sento erede di una generazione di donne che hanno fatto gli anni ’60 e ’70, sono cresciuta all’ombra del femminismo che ha lottato ed ottenuto importanti traguardi penso al suffragio universale, al divorzio, alla maternità, alla conquista degli asili nido, alle modifiche sul diritto alla famiglia e sui figli, alla legge sull’aborto, le pari opportunità e alla legge contro le violenze. Conquiste importanti, ottenute in passato, ma che ancora oggi devono, purtroppo, continuare ad essere difese con le unghie e con i denti. Perché ognuna di noi è ancora oggi prigioniera della propria femminilità.La strada da percorrere è ancora lunga.

Donne abusate, donne sopraffatte, donne senza voce e che, invece, vorrebbero gridare contro un potere che spesso le rifiuta.

Malgrado molteplici battaglie siano state portate avanti, la lotta per l’emancipazione sembra essere ancora ben lontana dal portarsi a compimento. Sta a noi portarla avanti nel migliore dei modi, con saggezza, consapevolezza e giustizia. Improduttivo illudersi che l’Italia abbia già terminato questo duro cammino e che tali condizioni di disagio non ci riguardino da vicino.
Molte donne sono ancora in pericolo qui, ora. E sta a noi, altre donne, probabilmente più fortunate cercare di salvarle, demolendo quel muro di silenzio che troppo spesso custodisce la paura.

6 commenti:

Stefano ha detto...

Grazie per la tua visita e per il bel complimento.
Anch'io penso che il "Completamento" arrivi quando due persone capiscono di amarsi. Io la mia metà la sto ancora aspettando.

Bello il blog.

Ciao!

PS: buon 8 marzo! (in ritardo)
PPS: come hai fatto a mettere l'immagine sullo sfondo? Io sul mio blog non ci riesco.

aModoMio ha detto...

non poyevi trovare parole più belle per commentare questa festa. Che come al solito sta divnetando-è diventata un inno al consumismo...

parolearia ha detto...

Grazie per la tua visita! Anche io verrò a trovarti sul tuo blog, amo questi "diari" on line!

Anonimo ha detto...

ve la darei io la festa!!!!!!!!!

Nina ha detto...

Brava Luce, sei riuscita a dire tutto in poche parole, perchè si sa che basta poco anche per dire tanto...hai ragione ancora abbiamo un cammino arduo e incompleto davanti a noi che deve farci sempre combattere ogni giorno senza mai abbassare la guardia sui diritti "acquisiti" perchè oggi invece si assiste ad un revisionismo che ci vede purtroppo ancora una volta protagoniste in negativo

Vale ha detto...

Per esperienza quotidiana abbiamo - ahimé - ancora ben poco da festeggiare....
Fin quando sul lavoro ti senti dire "Ah, ma allora non sei solo carina, sei anche brava" e altre idiozie di questo genere che mandano su tutte le furie (neanche fossi una velina impiegata per intrattenere gli utenti, invece di un tecnico semi-qualificato) ti accorgi che la strada è ancora lunga...molto molto lunga...